venerdì 20 giugno 2008

Marco Buticchi e Oswald Breil

Non troverete mai in libreria un romanzo intitolato ‘Oswald Breil’, perchè O.Breil non è che il protagonista che si muove all’interno dei romanzi di M.Buticchi e che tira le file delle diverse storie mirabilmente intrecciate dall’autore nei suoi romanzi. Dalle ‘Pietre della Luna’ all’ultimo uscito ‘Il vento dei demoni’ questo protagonista, grazie all’abile penna di uno dei migliori scrittori italiani, attira il lettore in avventure che superano quelle dei più grandi scrittori americani. Owsvald Breil è, nell’immaginario dell’autore, l’ex capo dei Servizi Segreti israeliani, ritiratosi a vita privata, ma ovviamente coinvolto, per esigenze narrative, in avventure uniche, che possono essere affrontate e superate solo da un personaggio così ben costruito.

Chiusa l’ultima pagina de ‘Il vento dei demoni’ mi sono sentita in dovere di scrivere due righe di ringraziamento a Marco Buticchi per le belle ore di lettura che ha saputo regalarmi e soprattutto per la bellissima conclusione del suo ultimo romanzo, dal quale cito: “Il merito di uomini come Oswald Breil è quello di riuscire ad aprire gli occhi altrui sulle più terribili realtà. E’ quello di dimostrare con i fatti che la fratellanza fra gli esseri umani esiste e che si tratta solo di darle il modo di esprimersi. (…)”. Questi romanzi viaggiano tra le pagine della storia ed il lettore attento può ripassare le lezioni dei tempi del liceo, senza soffermarsi sui particolari. D’altronde, come dice lo stesso autore, la storia la scrivono i vincitori, quindi ci sono modi diversi per raccontarla. Le stesse descrizioni di Israele, che provengono evidentemente da chi in Israele c’è stato davvero, saltano tra i particolari storici e geografici senza appesantire il racconto, che resta in tutto e per tutto un vero e proprio romanzo senza velleità di saggio storico. ‘Il vento dei demoni’ non fa che continuare la storia della vita dell’Oswald Breil protagonista d’eccezione, intrecciandola con quella di una bella italiana di Roma, entrambi parte primaria e secondaria di tutti i libri di M.Buticchi pubblicati da Longanesi nella collana ‘I maestri dell’avventura’.

Questi libri sono da leggere perché, forse senza nemmeno volerlo (?!?!?), l’autore è un vero amico di Israele ed a lui dedico questa pagina del Cuore per Israele.


http://www.marcobuticchi.it/

sabato 14 giugno 2008

Multiculturalismo in Israele


Commento all’articolo ‘Perché l’arabo fa paura?’ di Marzuk Halabi , pubblicato su Israele.net, tradotto da Ynet del 08.06.08.
http://www.israele.net/articles.php?id=2142

Parliamo di lingua parlata (che bel suono ha questa frase!): Proprio come tutto il resto nel paese, la decisione sullo status legale dell’arabo risale ai tempi del Mandato Britannico. A quel tempo fu deciso che tre lingue – ebraico, arabo e inglese – ottenessero status ufficiale dal governo. Dovrebbe esser noto che, dal periodo inglese, in Israele sono cambiate parecchie cose: si sono succedute diverse minoranze linguistiche, tanto che si potrebbe studiare le immigrazioni sulla base delle nuove lingue parlate in Israele nell’ultimo mezzo secolo di storia ed il ‘multilinguismo’è indubbiamente sempre stato presente in Israele e sempre lo sarà, in quanto lo stesso essere di Israele è fondato sul multiculturalismo. Quante lingue si sentono parlare in Israele? Dalle lingue slave alle lingue orientali, passando per alcuni dialetti africani, tanto che da tempo occorrerebbero almeno sottotitoli in russo ai cartelli stradali, esattamente come 60 anni fa sarebbe stato cortese farli in polacco! Premesso che la comparazione tra finlandese e svedese in Finlandia ed ebraico e arabo in Israele mi sembra impossibile da sostenere per la totale mancanza di parametri uguali o simili, cosa significa riconoscere alla lingua araba lo status ufficiale di seconda lingua? Significa che ogni documento ufficiale governativo deve essere emesso in due lingue per favorire l’integrazione di una minoranza consistente della popolazione che, a quanto pare, per integrarsi ha bisogno di molto più tempo delle altre minoranze. L’ebraico quale lingua unica si è sviluppato proprio per raccogliere ebrei di nazionalità diverse sotto l’unico ombrello del linguaggio comune e, nonostante ancora oggi in famiglia si scelga spesso la lingua di origine, al di fuori delle mura domestiche, per gli ebrei provenienti da tutto il mondo, l’ebraico è la lingua comune. Ricordo che l’arabo è la lingua anche di molti ebrei che sono arrivarti dai paesi arabi, tanto che l’arrivo di questi gruppi dopo la formazione dello stato di Israele ha trasformato in minoranza la precedente maggioranza di origine europea. Se l’arabo fa paura, come dice il titolo dell’articolo, non è certo per la sua lingua: che non si cerchino sotterfugi appellandosi a vecchi diritti acquisiti in altre epoche. La seconda lingua governativa nell’Israele del XXI secolo continuerà ad esser l’arabo più per ragioni politiche che per diritti di popolazione: se si dovesse rispettare le esigenze delle minoranze non vi sarebbero dubbi a dar priorità ad altre lingue ! L’arabo fa paura ? Certamente, ma non è la lingua da temere, son da temere le parole che vengono dette in quella lingua proprio per far paura e, in Israele son da temere ancora di più. La lingua araba, invece, non fa paura, anzi è da studiare e da capire e da conoscere, proprio per tenere la paura lontano.

mercoledì 4 giugno 2008

Il ragazzo e la colomba di Meir Shalev

Ricevo e posto da Micaela:

In questi giorni ho letto ‘Il ragazzo e la colomba’ di M.Shalev e ne sono rimasta entusiasta: sotto al titolo in piccolo c’è scritto ‘romanzo’ e, come ormai poche volte mi accade, ritengo riduttivo questo termine per descrivere le pagine che ho letto.

Questo libro ha ottenuto in Israele il Premio Brenner, che è il massimo riconoscimento del paese per le opere letterarie. M.Shalev è tradotto in italiano da oltre 10 anni ed ha già ricevuto il Premio Chiavari e Premio ‘Scrivere per amore’ di Verona. Dovrei farne la recensione perché lo merita, ma non ne sono proprio in grado e non posso svelare la trama del libro, quindi farò solo una dedica:


Per chi ha bisogno di un libro che lo faccia sognare e pensare.

Per chi sceglie solo libri grande letteratura.

Per chi ha voglia di leggere una favola semplice e bellissima.

Per chi vuole esercitare la mente con l’intreccio di più storie in una sola.

Per chi cerca un personaggio che gli assomigli almeno un po’.

Per chi ama la storia di Israele.

Per chi apprezza la multi-etnicità degli israeliani.

Per chi cerca fotografie del passato e del presente.

Ed ovviamente ….

Per tutti quelli che amano i ragazzi e le colombe !!!


Adesso aprirò il libro a caso e trascriverò alcune frasi:


Pag.1. L’uomo, robusto ed abbronzato come soltanto gli americani sanno abbronzarsi e irrobustirsi, mocassini ai piedi e una criniera bianca in testa, indicò il campanile del monastero.


Pag.38. “Salve casa” (…) “Salutate anche voi”, ci dicevi, “e ascoltate bene, perché lei risponde” (…) La casa ci dava il benvenuto, sì, rispondeva proprio come avevi promesso tu.


Pag.99. La ragazzina disse:” (la colomba) Sparirà nel momento in cui la vedrà colui che la sta aspettando”


Pag.208. “Alberi, sono femmine” (…) “Non vedi tutto il frutto? Sono come noi. I maschi puzzano e le donne fanno frutti (…)”


Pag.259. Era quasi luna piena. L’oro della sabbia volgeva all’argento e al celeste. I grandi sicomori che all’epoca costellavano la regione sembravano mandrie buie di bestiame.


Pag. 386. Mi sono disteso sul suolo della casa vuota e ho guardato in alto, provando una strana sensazione, come se stessi spiccando il volo dentro la stanza.

sabato 31 maggio 2008

Comprate Geo !

Segnaliamo l'ultimo numero della rivista "Geo" dedicato ad Israele con un bellissimo dossier intitolato "Israele, la sfida della normalità". Esauriente e completo, con articoli di firme prestigiose quali Yehoshua e Colombo, corredato da foto interessantissime, da bellissime soldatesse fino ai laboratori della nanotecnologia senza dimenticare la musica, l'arte e il divertimento, contiene anche un sintetico e chiaro excursus storico. Correte a comprarlo! Ecco il link per visionare le foto:

http://www.geomondo.it/fotogallery/Fotogallery_tel_aviv/Fotogallery_Tel_Aviv.aspx

venerdì 23 maggio 2008

Quando il pesciolino e lo squalo si incontrarono la prima volta




E' disponibile dal 28 Aprile la versione Italiana del libro ispirato da una favola scritta da Gilad Shalit, il soldato Israeliano rapito da Hamas nel 2006, quand'era bambino.

Il Libro, pubblicato da La Giuntina, è stato illustrato grazie alla partecipazione gratuita di vari artisti, tutti i profitti ricavati dalla vendita del libro saranno devoluti all’Associazione Keren Maor.
Chi fosse interessato all'acquisto può farlo sul sito della casa editrice, a questo indirizzo: http://www.giuntina.it/volumi.asp?VolumeId=408


Fonte: Lascialatraccia.com

lunedì 19 maggio 2008

Allons conard

Ricevo e posto, dalla nostra cara amica Micaela:

Ringrazio la Francia per sapersi distinguere come sempre nel panorama internazionale ed europeo, facendosi portavoce del terrorismo e dimostrando così la viltà dei deboli e delle vittime succubi di una minoranza criminale. Un passo avanti e cento passi indietro. Non importa alla Francia se il mondo cerca faticosamente di alzare la testa e far uscire il naso per respirare quando ormai è immerso nella m…elma fino al collo, non importa alla Francia se organismi sovranazionali, ai quali appartiene come entità nazionale, hanno espresso a chiare lettere la volontà del popolo europeo, la Francia deve trascinare la flotta nella direzione del suo pilota personale !

Il Signor Ministro degli Esteri francese (dal quale non ci si può aspettare certo di più di quanto ha fatto l’appena licenziato ministro degli esteri italiano) conferma di aver ‘preso contatti’ con Hamas, già giustificandosi in partenza con motivazioni degne di un asilo infantile: non siamo i primi ad aver contatti con Hamas (e siete certamente stati gli ultimi in Europa a riconoscere Hamas come movimento terrorista), abbiamo solo avuti contatti informali (formalmente non si può, caro ministro, a meno che la Francia non esca dall’Europa).

Probabilmente il mio pessimismo è dovuto al fatto che da giugno è proprio la Francia ad assumere la presidenza dell’Unione Europea e, dal posto del potere, potrà essere manovrata dai burattinai del terrorismo mondiale per diffondere l’odio e la violenza nel mondo.

Augurandomi di sbagliare e sperando che non tutti si facciano abbagliare dalla falsa diplomazia e dal buonismo imperante, vorrei ancora credere che dal basso si possa veramente cambiare progressivamente l’ideologia della morte con l’amore per la vita e questo scriver virtuale, forse, potrà accendere un lumicino nella coscienza di un solo lettore.


Micaela

sabato 17 maggio 2008

Hamas e i bambini palestinesi


Dal forum di Magdi Allam


Hamas e i bambini palestinesi
La TV AL-AQSA di Hamas, trasmette puntualmente in un programma di cartoni animati per bambini, due pupazzi molto graziosi, KUKU e' un uccellino e FUFU un pulcino. Fin qui, tutto normale, peccato pero' che i due graziosi pupazzi dialoghino fra loro sull'imminente distruzione dello Stato d'Israele e quindi sul loro imminente ritorno, da vittoriosi, a Tel Aviv, a Haifa, a Giaffa, ad Ashdod e in altre citta' israeliane. Il contenuto dei loro dialoghi e' raccapricciante.Sempre sullo stesso canale televisivo il pupazzo Farfur, dall'aspetto di Topolino viene fatto morire da uno spietato militare israeliano,l'Ape Nahul muore per l'impossibilita' di ricoverarla in ospedale a causa di un assedio israeliano. Un nuovo personaggio e' subentrato, il coniglio Assud, che dichiara alla conduttrice del programma televiso,Saraa " Tutti noi siamo aspiranti martiri, vero Saraa? Noi sacrificheremo le nostre anime e tutto cio' che abbiamo per la nostra terra patria." Saraa risponde " Noi libereremo la Moschea di Gerusalemme Al-Aqsa dalla sozzura dei sionisti". E Assud conclude " Io Assud faro' piazza pulita degli ebrei e li divorero', ad Allah piacendo".L'episodio termina con una canzoncina ad effetto che recita" Non riconosceremo mai Israele fino a quando avremo liberato la terra patria dalla sozzura sionista". ( Notizie tratte dal sito www.Israele.net)Bene, a quanto pare questo e' il metodo educativo di Hamas e dei palestinesi. Sappiamo bene come e' facile far presa sui bambini e inculcare nella loro mente determinate azioni. I bambini si fidano degli adulti,un giorno loro saranno quello che noi adulti siamo oggi,piu' o meno. Il nostro esempio,il nostro modo di amare, di sopportare, di donarci al prossimo e' fondamentale nei primi anni di vita dei bambini.Questi bambini palestinesi, sono sapientemente indottrinati alla violenza e all'odio contro Israele e tra qualche anno purtroppo, se non ci daremo tutti da fare,la pace tra questi due popoli, diventera' solo un'utopia.Sono personalmente scandalizzata dai comportanti di tanti personaggi famosi, che, data la loro cultura, dovrebbero conoscere un po' meglio la storia Israeliana-Palestinese.Il 22 novembre 1947 l'Assemblea generale delle nazioni Unite con la risoluzione 181 divise la Palestina in due stati, uno ebraico e uno arabo, con Gerusalemme come zona internazionale. La comunità ebraica accettò la spartizione, mentre la Lega Araba la respinse con forza.



.....qui purtroppo la pagina si interrompe, mi sarebbe piaciuto finire di leggere. Ma ciò che si è letto finora è fin troppo indicativo. Poveri bambini, altro che ape Maia!